Lettera N-R: il glossario delle parole impossibili
Arricchire il proprio lessico è un esercizio prezioso, non solo per scrivere meglio, ma anche per pensare con maggiore precisione e profondità. Le parole poco usate – spesso dimenticate o relegate a contesti colti – custodiscono sfumature, immagini e concetti che possono rendere più efficace ed espressiva la comunicazione.
Questo glossario nasce con l’intento di riscoprire vocaboli eleganti, rari o raffinati della lingua italiana, presentati in ordine alfabetico. Ogni parola è accompagnata da una definizione chiara e da una frase d’esempio che ne mostra l’uso nel contesto.
📘 Glossario – Parole con la N, con esempi
- Nefando – talmente orribile o malvagio da essere indicibile.
Es.: Il crimine commesso era di una crudeltà nefanda. - Nefasto – funesto, portatore di sventura.
Es.: Quel giorno nefasto segnò l’inizio della loro rovina. - Nenia – canto lento e monotono, spesso funebre o lamentoso.
Es.: La nonna cantava una nenia dolce per farlo addormentare. - Negletto – trascurato, abbandonato, privo di cura.
Es.: Viveva in un angolo negletto del quartiere, dimenticato da tutti. - Nugale – di nessun valore o importanza, futile.
Es.: Si lamentava per motivi nugali, del tutto insignificanti. - Nimico – forma arcaica di “nemico”; ancora presente in alcuni testi poetici.
Es.: Il nimico non attendeva che un passo falso per colpire. - Nugolo – piccolo gruppo o nuvola leggera, spesso di insetti o persone.
Es.: Un nugolo di turisti affollava la piazza. - Nascenti – in fase iniziale o in crescita (letterario).
Es.: Le nascenti emozioni tra loro erano palpabili. - Notomìa – studio scientifico della schiena; anche: dissezione (termine ormai raro).
Es.: In anatomia, la notomia era una pratica fondamentale. - Nugatorietà – qualità di ciò che è vano, privo di sostanza.
Es.: La nugatorietà del suo discorso fu evidente a tutti. - Nepente – sostanza mitica che faceva dimenticare il dolore (termine poetico).
Es.: Le sue parole erano un nepente che placava l’anima. - Naufrago – chi sopravvive a un naufragio; anche figurato: chi si sente perduto.
Es.: Camminava per la città come un naufrago tra le rovine della propria vita. - Nobile – elevato moralmente o socialmente; anche: raffinato.
Es.: Il suo gesto fu nobile e disinteressato. - Novizio – principiante, specialmente in ambito religioso o specialistico.
Es.: Pur essendo un novizio, dimostrava una sorprendente sicurezza. - Neghittoso – pigro, svogliato, negligente.
Es.: La sua indole neghittosa gli impediva ogni progresso. - Nubilare – relativo alla donna in età da matrimonio.
Es.: Era una ragazza in età nubilare, e tutti lo sapevano. - Nettare – liquido dolce prodotto dai fiori; anche: bevanda divina.
Es.: Il succo era un vero nettare, dolce e profumato. - Nettuniano – relativo al dio Nettuno o al mare (usato in poesia e mitologia).
Es.: I venti nettuniani soffiavano con forza sull’oceano. - Nottàmbulo – persona che si sveglia o si muove di notte.
Es.: Era un nottambulo incallito, più attivo dopo il tramonto. - Numinoso – che evoca il sacro o l’inspiegabile, con senso di mistero.
Es.: Quel luogo silenzioso aveva un’aura numinosa, quasi ultraterrena.
📘 Glossario – Parole con la O, con esempi
- Obnubilare – offuscare, rendere confuso (spesso riferito alla mente o al giudizio).
Es.: La rabbia gli aveva obnubilato la ragione. - Obsequioso – eccessivamente servile, troppo compiacente.
Es.: Il suo tono obsequioso risultava fastidioso più che rispettoso. - Oculato – attento, prudente, ponderato (soprattutto nella gestione).
Es.: Fece una scelta oculata, senza farsi prendere dall’impulso. - Odierno – relativo a oggi, attuale.
Es.: L’odierna situazione richiede decisioni rapide e decise. - Ofelico – di persona che ha tendenze malinconiche e sognanti (dal personaggio Ofelia).
Es.: Il suo sguardo ofelico sembrava venire da un altro mondo. - Oneroso – gravoso, che comporta costi o impegni pesanti.
Es.: L’accordo era tanto utile quanto oneroso. - Onirico – relativo al sogno, irreale, visionario.
Es.: Il film aveva un’atmosfera onirica e surreale. - Onusto – carico, appesantito (letterario).
Es.: Tornava a casa onusto di stanchezza e pensieri. - Opimo – abbondante, ricco, rigoglioso (soprattutto in agricoltura o stile poetico).
Es.: I campi erano opimi, pronti per il raccolto. - Opportuno – adatto al momento, conveniente.
Es.: Intervenne al momento opportuno, evitando il peggio. - Orfico – misterioso, profondo, legato a un sapere arcano (dal culto di Orfeo).
Es.: Il poeta si esprimeva con parole orfiche e impenetrabili. - Orpello – ornamento eccessivo, inutile o appariscente.
Es.: Il suo discorso era pieno di orpelli retorici. - Ostinato – testardo, tenace fino all’eccesso.
Es.: Era così ostinato da non cedere neanche di fronte all’evidenza. - Ostico – difficile da capire o affrontare.
Es.: Quel testo filosofico è piuttosto ostico, ma affascinante. - Ottemperare – adempiere a un dovere o a una norma.
Es.: È obbligatorio ottemperare alle disposizioni di legge. - Otioso – inattivo, ozioso, che non ha utilità (letterario o arcaico).
Es.: Era immerso in un pensiero otioso, lontano dalla realtà. - Ozioso – che si dedica all’ozio; anche: non necessario, superfluo.
Es.: È ozioso continuare la discussione: la decisione è già presa. - Ostinazione – caparbietà, fermezza esagerata.
Es.: La sua ostinazione era pari solo alla sua passione. - Oblio – dimenticanza, scomparsa dalla memoria o dall’attenzione.
Es.: Quel poeta cadde nell’oblio per decenni. - Orazione – discorso solenne, spesso in ambito religioso o cerimoniale.
Es.: L’orazione funebre commosse tutti i presenti.
📘 Glossario – Parole con la P, con esempi
- Pavido – timoroso, privo di coraggio.
Es.: Non era cattivo, solo pavido e incapace di opporsi. - Perentorio – categorico, che non ammette replica o rinvio.
Es.: Diede un ordine perentorio: nessuno doveva entrare. - Petulante – fastidiosamente insistente o invadente.
Es.: Quel bambino petulante faceva mille domande senza tregua. - Perenne – che dura per sempre o a lungo, continuo.
Es.: Viveva in uno stato di perenne insoddisfazione. - Preterizione – figura retorica in cui si finge di non voler dire qualcosa che invece si dice.
Es.: Non voglio parlare dei suoi difetti, ma è sempre in ritardo. - Pusillanime – debole d’animo, che manca di forza morale.
Es.: Solo un pusillanime avrebbe voltato le spalle in quel momento. - Protervia – arroganza ostinata e aggressiva.
Es.: Rispose con una protervia che non lasciava spazio al dialogo. - Plumbeo – grigio, cupo, come il piombo; anche in senso figurato.
Es.: Il cielo plumbeo preannunciava un temporale imminente. - Pregno – impregnato, saturo (di liquido o concetto).
Es.: Il discorso era pregno di riferimenti culturali. - Peregrino – raro, insolito; anche: colui che viaggia (soprattutto in senso antico o poetico).
Es.: Un’idea peregrina, ma non priva di fascino. - Pignolo – eccessivamente preciso e meticoloso, fino all’esagerazione.
Es.: È troppo pignolo: vuole che tutto sia allineato al millimetro. - Pio – devoto, religioso; anche: compassionevole.
Es.: Fece un gesto pio aiutando lo sconosciuto senza chiedere nulla. - Pleonastico – ridondante, che ripete concetti già espressi.
Es.: L’espressione “salire su” è considerata pleonastica. - Periglioso – pericoloso, rischioso (arcaico o letterario).
Es.: Affrontarono un viaggio periglioso tra mari in tempesta. - Pernicioso – dannoso, nocivo, con effetti gravi.
Es.: La diffusione di quelle false notizie fu perniciosa per tutti. - Parossismo – momento di massima intensità (soprattutto in emozioni o dolore).
Es.: Era al parossismo dell’ira, pronto a esplodere. - Pedante – chi si attiene in modo eccessivo e rigido a regole o nozioni, risultando noioso.
Es.: Correggeva ogni parola con tono pedante. - Palese – evidente, chiaro, manifesto.
Es.: Era palese che mentiva, nonostante gli sforzi. - Pandemonio – grande confusione o caos; baccano.
Es.: All’uscita della scuola, un vero pandemonio. - Pacato – calmo, tranquillo, sereno nei modi e nei toni.
Es.: Espose le sue ragioni con tono pacato ma fermo.
📘 Glossario – Parole con la Q, con esempi
- Quiescenza – stato di quiete, riposo, inattività (anche pensione in linguaggio formale).
Es.: Dopo anni di lavoro, si ritirò serenamente in quiescenza. - Querulo – che si lamenta spesso, in modo irritante o costante.
Es.: Era diventato querulo con l’età, sempre pronto a borbottare. - Quotidiano – che accade ogni giorno; anche: comune, abituale.
Es.: Nella routine quotidiana trovava un conforto discreto. - Quintessenza – parte più pura, concentrata o essenziale di qualcosa.
Es.: La sua musica era la quintessenza della malinconia. - Quisquilia – cosa insignificante, di nessun valore.
Es.: Si arrabbiava per delle quisquilie, perdendo di vista il quadro generale. - Quotidiano – oltre al significato di “giornaliero”, può indicare anche una pubblicazione giornaliera.
Es.: Ogni mattina leggeva il quotidiano con attenzione. - Quotazione – valutazione di un valore economico, o anche di stima/valore simbolico.
Es.: La quotazione di quell’opera d’arte era salita vertiginosamente. - Quiescente – che si trova in uno stato di riposo, inattivo ma potenzialmente attivo.
Es.: Il vulcano era quiescente da decenni, ma sotto controllo. - Quaderno – anche in senso figurato: raccolta ordinata di memorie, pensieri o note.
Es.: Il suo quaderno era pieno di riflessioni intime e delicate. - Quadrivio – incrocio di quattro strade; usato anche in senso figurato (e in educazione classica).
Es.: Il villaggio sorgeva presso un antico quadrivio romano.
📘 Glossario – Parole con la R, con esempi
- Recondito – nascosto, profondo, difficilmente accessibile (in senso fisico o mentale).
Es.: Conservava pensieri reconditi che non confidava a nessuno. - Reticente – che tende a tacere o non rivelare tutto.
Es.: Fu reticente sulle reali ragioni della sua partenza. - Rocambolesco – avventuroso, pieno di colpi di scena (quasi inverosimile).
Es.: Riuscì a fuggire in modo rocambolesco dalla prigione. - Rancido – dal sapore o odore sgradevole per deterioramento (di grassi, alimenti); anche figurato.
Es.: L’aria della stanza sapeva di rancido e vecchio. - Rigoroso – severo, preciso, inflessibile.
Es.: Il professore era noto per il suo metodo rigoroso. - Rutilante – che brilla intensamente, luminoso (anche in senso figurato).
Es.: Indossava un abito rutilante di lustrini. - Refrattario – resistente a qualcosa; che si oppone o non risponde.
Es.: Era refrattario a ogni forma di disciplina. - Ramingo – errante, senza fissa dimora (poetico o letterario).
Es.: Vagava come un’anima raminga in cerca di pace. - Rintuzzare – respingere un attacco o un’accusa; ribattere con forza.
Es.: Rintuzzò le critiche con argomenti solidi. - Rimestare – mescolare continuamente; anche: rievocare fatti sgradevoli.
Es.: Rimestava vecchi dolori che avrebbe fatto meglio a dimenticare. - Rocioso – pieno di rocce, difficile da percorrere; anche figurato.
Es.: Il sentiero rocioso metteva alla prova ogni passo. - Reboante – altisonante, pomposo, ridondante.
Es.: Il suo discorso era pieno di frasi reboanti ma vuote. - Redarguire – rimproverare, richiamare all’ordine.
Es.: Fu redarguito per il suo comportamento irrispettoso. - Rapace – predatore; anche: persona avida e spietata.
Es.: Aveva uno sguardo rapace, come chi non perdona nulla. - Remissivo – arrendevole, che tende a sottomettersi.
Es.: Troppo remissivo per far valere le sue opinioni. - Rovescio – lato opposto o negativo di qualcosa; anche: capovolgimento improvviso.
Es.: Ogni successo ha il suo rovescio della medaglia. - Rabbuffare – sgridare bruscamente, rimproverare.
Es.: Il padre lo rabbuffò senza mezzi termini. - Rammentare – ricordare, richiamare alla memoria.
Es.: Rammenta spesso i tempi dell’infanzia con dolcezza. - Retaggio – eredità culturale, morale o storica.
Es.: Quel costume è un retaggio di antiche tradizioni. - Rancore – sentimento di risentimento prolungato e ostile.
Es.: Portava con sé un rancore mai del tutto sopito.